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Il tuo popolo è in cammino

Un breve pensiero su questo momento del termine. Spesso è ciò che si sente mentre si va verso l’altare per la comunione e il pane dell’ostia. Questa canzone che era sempre intonata dalle donne che così si mettono in cammino. È ovvio che ciò è il concetto di tutte le religioni in principio ancor di più quelle monoteiste. Questo comunicare di Dio alla persona umana che vi sarà un momento nel continuo della vita in cui si muterà la propria stessa essenza e come appare come fu sempre in una promessa o come è. Ora l’apoteosi non è soltanto nel tempo o nel cammino, ma nella possibilità di poter assurgere nell’amore l’eterna conseguenza del principio del tempo umano, tutte le persone sono in cammino e tutte in qualche modo sapranno. Ora c’è la possibilità di assurgersi nell’amore nel presente. Anche come ci fu detto da Gesù, ricordatevi quello che vi faranno lo ànno già fatto a me. Perdona coloro che non sanno quello che fanno. Amatevi come io vi ò amato. Nel presente e nella resurrezione. Le due cose sono univoche della condizione umana. L’essere totalmente idioti ma risorgere già nel presente e forse per volontà e debolezza nello stesso tempo e per sempre. Quello che farete nell’amore al più piccolo di voi la farete a me, non c’è più un grado d’importanza nella resurrezione, ma la possibilità di una beatitudine spirituale nel presente che fa amore.