Prima del tasto invio ðŸ’‹

Prima del tasto invio

Da qualche anno sono comparsi dei programmi ch’è possibile usare senza il tasto invio. Cioè quello che si scrive compare all’interlocutore dovunque si trovi all’istante, tanto da poter scrivere mentre legge quello che viene scritto dall’altro interlocutore. Ciò non dovrebbe essere né raccontato né menzionato da chi à già usato queste modalità. E certo, anche, il tempo della formazione e della struttura possono avere caratteristiche paritetiche questa possibilità, tanto per esempio il potere scrivere un libro direttamente con chi lo legge magari che so! Iniziandolo dalla fine e finendolo con il principio, potendo poi leggerlo dal principio sino alla fine in un secondo tempo di là dell’immediatezza della scrittura letta nell’istante ch’è scritta. Certo sarebbe, anche, qui bello parlare di Dio per baciarne il pensiero, come disse l’apostolo Giovanni, il principio era il verbo, il verbo era presso Dio, Dio è il verbo, mi scuso se cito male a memoria questo dittico. Quindi immaginiamo Dio il tempo infinito e lo spazio nell’istante con Dio di Dio. Ora è evidente che il pensiero può essere interloquito come non transitorio diciamo che non c’è un tempo orale e un tempo scritto. Come evidente può apparire, anche, nella conformazione della lingua umana. Dove, è evidente che esista come acquisizione della lingua umana un ante litteram che si conosca e si crei anche prima della sua definizione scritta. È la stessa evidenzia che appare o c’è tra un certo fare, il trasmetterlo e ricostruire, appunto sapendo dell’ante litteram. Come sembra e in ragione di ciò ti comunico quello che trasmetto direttamente come lo vedo e come tu lo fai. E certo evidente che appare una forma nella gravità per la lettura che può essere molto leggere e che in mancanza di un relativo consonino, tra la presenza del suono stesso e la persona sta comunque presente nel pensiero e nel significato delle persone che non sono vicine ma potrebbero esserlo. Con questa dinamica dell’avvicinamento anche con il tasto invio, per esempio in fotografia si evidenziano relazione che antepongono il fotografo sul linguaggio tra gli interlocutori, per esempio, fotografati, appunto come fossero nel significato presenti ma aperti per immagine. In realtà c’è un transito che può restare separato o ravvicinato ma separato, ma sempre dopo il tasto invio. Anche e appunto come il volere essere fotografati. Quindi in sostanza la fenomenologia può essere molto leggere e bella e meno dispendiosa di come, cito Italo Svevo nel personaggio da lui fatto nella coscienza di Zeno, che immagina che vi saranno sempre nuovi ordigni sempre più potenti per competere gli uni e gli atri. Ma è meglio ricordare in tutti i conti che le persone con tale meandro dell’elettricità che appare come una penna e un calamaio, che possono essere uditi anche da chi non li vede e anche con una voce che si riproduce da se nel compiuter. Così in questo tempo ch’è il medesimo, ma è sempre nell’istante di ognuno, vieppiù di fare una cosa quando si va, come per esempio leggere un libro, anche se è stato scritto da qualche altro da un’altra parte e così come molte altre cose della giornata e della vita, quando non si è vicini o insieme nel farle, ci si può sempre incontrare nel modo più vicino nel farle ma non oltre e anche nel farle insieme. E ciò ch’è nei principio è anche nel corpo e della mente e che riesce nell’istante stesso a comunicare o essere. Quindi nella materia fisica per esempio con quel principio antico ormai della termodinamica, che fa – Nulla si crea nulla si distrugge, tutto si trasforma – facendone un trasponder in economia, si evidenzia questo pensiero: In economia chi acquista risparmia, chi vende guadagna. Chi fa guadagna, chi non fa risparmia. È evidente che il principio rimane tale ma non è soltanto dell’economia del soldo, ma resta nell’arco della stessa natura. Così per esempio telefonare senza il tasto invio, ovunque si è, significa parlare senza la presenza della comunicazione e ciò sembra un paradosso se ciò non comunica il tempo presente dov’è, e appunto come fosse un telefono o una segreteria telefonica, prima o dopo e non un libro letto nello stesso istante in cui è scritto, o di una chat con il medesimo principio senza invio. Il mezzo tecnologico avvicina ma è un interlocutore presente o un oggetto?