verde bianco e rosso, rosso bianco e verde

la velocità della luce è uguale in ogni direzione, ma il punto come il momento relativo è tale perche non è mai identico. pur essendolo per la gravità e le sue parti di uno spazio relativo sempre diverso. Sia che si vada avanti o si torni indietro per quell’avanti non si sarà mai nello stesso identico punto e nel medesimo momento del proprio esistere. lo spazio del nostro tempo si appropria della sua gravità sia per accelerazione che per rallentamento nell’accelerazione. In sostanza per tale assunto se si è diavoletti di Maxell essi sono sempre dove è prevedibile che siano pur non potendolo conoscere in ciò ch’è divenire. In sostanza se ricostruiamo con la materia il passato, seppur uguale non sarà quel passato, e se sarà della materia di quel passato, sarà e tornerà nel presente del suo tempo. Quindi la macchina del tempo è un’illusione, in quando puoi conoscere un processo che si può riprodurre ma se copi quel processo non arrivi mai torni sempre nel medesimo istante in cui era ciò che ai copiato della gravità come l’idrogeno che in campo elettrico può trasformarsi in molecola, dalla gravità dell’ossigeno alla biologia dell’acqua.

Ora immaginiamo il tempo quello geologico della terra quello storico del presente e quello culturale. La terra forma, l’uomo dalla terra trasforma da ciò che trasforma genera un modo per intendere i suoi bisogni e le cose per le sue necessità, sicché l’essere umano intercorre tra queste situazioni e cose, scambiando il tempo per il bisogno o la necessità o l’attributo della funzione per il modo di ciò che fa o scambia, tra la terra il tempo e le persone. L’astrazione combina e analizza ma fa modo per il tempo che intercorre tra il significato e la propria coscienza. Nella posizione e la disponibilità del tempo come necessario o libero, sia in natura che conoscenza dello spazio del pensiero della propria esistenza. Il tempo primo è la vita, in essa ci sono gli altri soggetti, d’interpretazione tra la possibilità e la possibile fatica per il contenuto stesso del proprio tempo biologico.

i generi, tempi, culture. come si può dividere il tempo della terra dal tempo dei popoli al tempo dei disegni detti geografie delle persone. In sostanza e in ragione del sentirsi qualcosa si opta per una forma che svolga il significato delle funzioni per l’esistenza come principio d’immagine che di vero significato, tanto da modificare anche il significato di spazio come possibile luogo del vivere. E allora il tempo della terra appare verosimigliante in ogni significato della sua epoca in buona virtù delle sue fattezze e sostanza e, sia per le abbisogna umane che dello stesso creato. La terra dona l’uomo raccoglie, la terra seminata dall’uomo che raccoglie la semina, la forma del raccogliere, il modo, la quantità il tempo dell’animale che dona e dell’oggetto che opta per la gravità e il peso e si rende diverso, così il modo per il luogo, così il pensiero per il modo e così la possibilità per il significato, di ciò ch’è libero e di ciò che si decodifica per uso e per mansione. Ora ognuno sembra potere svolgere un tempo diverso e, allora ognuno è il suo tempo e il luogo nello spazio. Le forme del tempo e il significato dell’uso, sono gli attributi che alterano il significato tra la persona e le cose della vita decodificata, come, la terra e le cose. Senza comprendere che quel che è sta e dove sta è il modo con cui lo spazio si fa tempo e gravità.

che cosa condividiamo

La cosa più palese e che appare evidente in una società è l’atteggiamento, o tutto ciò che esso traduce in tale fine. Voglio dire che tutto ciò che si fa insieme ed organizzato à una decodifica per essere fatto, associato relativizzato alla condivisione riassociata. Un poco la vita consona e la vita non consona, che rende la condivisione condivisibile. Ora se si condivide qualcosa per un oggetto, qualsiasi sia la sua funzione relativa la possibilità è evidente che ciò avviene per mezzo della stessa possibilità inerente l’uso della condivisione. L’invito alla condivisione come la partecipazione, è libero, un poco come il pensiero e il piacere di stare insieme, per esempio. Nella fattispecie dell’uso e del consumo ciò separa nettamente ciò ch’è commercio e quindi liberamente vendibile da ciò che non lo è quindi obbligatoriamente pagato e ciò in conseguenza sia della possibilità che della logica personale l’uso e il consumo e la condivisione. In essere di questo nell’infinità possibilità di conoscere e condividere la logica dell’atteggiamento pone la natura in continua sottomissione dell’associazione contigua come impersonale nella relazione di uso e astrazione ciò sovente comporta che anche la propria identità sia traslata o da un interesse o da un compromissione di quest’ultimo per l’interesse astratto dell’identità e quindi come conformazione e possibilità di conoscenza e relazione personale. E così giocoforza nei sistemi collettivi la logica astratta si sovrappone alla comunicazione diretta. Anzi può divenire fatalmente fattuale da rendere la verità come imposizione sulla paura sia per eccesso di visibilità che per reale possibilità di confidenza interiore e che sovente è inibita dalla prima relazione di visibilità. Sembra un po’ la storia tra Dio e San Martino, o della corsa folcloristica dei cornuti a cui sono legati alcuni festeggiamenti. In realtà sto pensando all’intimità della persona che si vede investita dalla condivisione per atteggiamento o come tentativo estremo per la struttura della funzione astratta. Penso per questo anche ai naufraghi che muoiono in mare essendo vicini ad un atteggiamento quello della fuga con lo scafo e la sua strumentalizzazione e lontano dalla possibilità di condividere ciò che il mare è. Per sperare altresì che un forma consociata di associati e relativi la funzione si determini sulla priorità individuale della possibilità diretta a salvaguardia di un meccanismo diretto di attributo che applichi una posizione sulla derivazione della possibilità ciò come evidente per la burocrazia del diritto come mezzo più consono al risolvere la disfunzione della sua stessa pratica divergente come della possibilità della guerra di scaturire nella possibilità della pace altrove. Ciò che impone un significato a chi vuol fare la guerra in definitiva nei luoghi di altri come le persone che sono fuori dalle possibilità della pace e delle cose proprie che gli necessitano per la vita quotidiana. In ragione di tale conseguenza diminuisce la produzione alimentare e proprio per impossibilità a praticare la sua libera produzione. La variabile della terra è che si ricolloca tra la produzione personale e quella collettiva e che non può essere distinta dalla prima qualora essa sia possibilità per la seconda in ragione della possibilità e necessità di chi la coltiva. Le produzioni associate per l’uso e l’utilizzo della terra sono come gli associati e che vorrebbero mansionare le materie seconde in rapporto all’uso della materia prima. In ragione di cosa dell’amore o sulla conseguenza sulla materia. Che ben si distingue tra ciò ch’è commestibile e quello che non lo è. E come lo stesso pianeta terra e le sue componenti nell’universo che permettono alla collocazione della gravità dell’essere di condividere in senso lato tutto ciò ch’è parte della gravità naturale ed anche la libertà spirituale non in ragione della prima ma in virtù della seconda e se non per anima, ciò per atteggiamento dice: prima viene la macchina e poi la donna, o l’uomo, perche ci vuole quella per quell’altra/o. E così di base e principio non c’è più la conoscenza, ma la decodifica del gusto, e che se l’essere umano non avesse la sincerità e l’amore, né sarebbe prigioniero come un attributo obbligatorio. In realtà non si vuole che l’altro sia libero e insieme essere, come condividere, ma si vuole possedere, quasi non importa neanche cosa, in astrazione ciò ch’è utile e per immaginare ciò che si è.

un piccola porta

Questo piccolo pensiero, forte e significativo l’ò udito ieri nel collegamento televisivo con il Giappone. Lo à pronunciato un signora sopravvissuta alla bomba atomica, a quella impossibile sequenza che à generato il vento di Hiroshima, lei insieme ad alcuni altri sopravvissuti a quel vento à pronunciato un breve ma significativo discorso nell’incontro con papa Francesco. Citando di voler essere per chi giunge in Giappone una piccola porta perche nessuno debba provare la sua sofferenza. Ogni racconto e ogni ricordo sono appunto una verità su ciò che accade e si pronuncia, su ciò che è e si vede. Questa piccola porta dell’esperienza che ci à mostrato un’evento del possibile equilibrio cosmico, ci dice anche come sia immaginabile capire per provare o vedere. La Gentile signora à narrato come si è salvata attraverso quell’istante e quel vento, che lasciò in piedi pochi muri, tra questi quello con un piccola cupola e una parete raffigurante la vergine Maria e queste persone come questa donna sono uscite indenni da questo strano vento senza turbolenza, forse, e bruciante. Non la rabbia ma l’amore per il prossimo, perche nessuno provi la sua sofferenza – un pensiero sincero e presente.

La bomba atomica scoppiò contestualmente quando il mondo non riuscì a fare silenzio per ciò che cercava di essere. I crogioli del pensiero erano tanti come le ipotesi di controllo del mondo. La scoperta dell’atomo fu indubbiamente una sequenza di pensiero sulla novità scientifica e per questo in Italia nacquero quei gruppi di giovani ricercatori per istradare la scoperta e l’evento della scienza, tra questi ci furono Fermi e Maiorana, l’atomo e il concetto di vuoto come antimateria, tra lo spazio e il possibile calore materico o non visibile. Quindi si può dire che la ricerca di questi Italiani non era un espediente che avesse come fine la bomba atomica e comunque si generò come concausa degli eventi bellici. Quindi si può dire per immagine che “Aistain, Nice” e questi ricercatori si trovarono vicini eppur molto lontani anche attraverso la frequentazione dell’Italia. Tra Torino e Roma – Se in Italia vi era il Fascismo di Mussolini esso incamerava questo concetti popolari – la cessazione delle importazioni affinché gli italiani divenissero autosufficienti imparando a prodursi le cose loro necessarie, l’immaginazione dell’impero come estensione del concetto, la suddivisione tra stato e chiesa su quelle che dovevano essere le mansioni direttive dello svolgersi sociale. La posizione il significato, il sentirsi nella posizione. Ciò voleva dire autostima collettiva per compensazione del proprio pensiero, anche tra il significato ultimo e l’innovazione. Gramsci costretto in carcere perche dissidente o così considerato dell’organizzazione politica dell’Italia fu in definitiva usato come esempio credo improprio. Del resto fu uno dei pochi a non subire l’olio di ricino, purgante usato cui i dissidenti che venivano costretti nel bere un bicchiere intero e che rapidamente faceva cacare. Gramsci morì in carcere al contrario degli altri dissidenti intellettuali cosiddetti, mandati al confino, in definitiva neanche moltissimi data l’adesione anche forzata al fascio e che così dové riunire tutti. Il confino fascista era un luogo, un paese dell’Italia dove l’intellettuale non poteva disporre di mezzi di comunicazione se non nell’abito ristretto di quel paese. Non furono moltissimi in proporzione ma erano d’uopo del significato della situazione. Furono molti di più quelli che presero l’olio di ricino come depurativo naturale. In definitiva la sostanza di quel periodo fu nella concretezza del realizzare le cose necessarie e che dovevano essere fatte più velocemente della propaganda, ma che doveva essere altrettanto rapida, sintesi, velocità ed affermazione ed anche con una rapida negazione, il me ne frego. Così vanno anche intesi i gesti e i significati. Restano anche memorabili anche alcune strategie di propaganda – come il commando che doveva conquistare rapidamente intere nazioni o fare azioni eclatanti da mandare nei cinegiornali. Ma ciò già su di un effetto bellico, ben più longevi sono quelli di Mussolini che va a trebbiare il grano o delle grandi bonifiche. Rapidità, sintesi è dove si colloca l’arte di quel periodo che à influenzato sino all’urinale Le mutt di Marcel tutto il secolo. Ma in concetto di modernità insito nel futurismo è paradossale – se nella rapida trasformazione e nella conquista della novità c’è l’emblema del tempo. Nell’elogio della guerra di Marinetti, fondatore del manifesto futurista, c’è l’esaltazione del paradosso e della distruzione come rinnovamento, tanto agognato che morì ammazzato in guerra. E il concetto della posizione più veloce della retorica sia per propaganda che effetto, è tutto nel discorso del Duce Mussolini sul balcone affacciato alla finestra. Dopo avere in ogni modo cercato di evitare la guerra mondiale e rimanere fuori dalle strategie belliche germaniche, ma impegnato nella costruzione dell’impero, vistosi osteggiato e interrotti i rapporti internazionali fece un discorso a piazzale Venezia che soltanto a vederlo sembra fuori di testa tanto è convinto della posizione del balcone e come il più potente vigile urbano, citando un film dell’attore Totò, diresse la nazione nell’ora della storia. (Resta forse scenica ma sembra che sia vera che quando Hitler visito l’Italia gli fece vedere le stesse navi in due luoghi diversi come fossero diverse anche le navi e sembra che Hitler abboccò perfettamente) sembrano cose di altri tempi se non fosse per la Germania contemporanea che dice sempre dov’è la carta ma non ci becca mai). E nell’ora della tragica storia, Mussolini diete ordine di attaccare i Francesi nella seconda guerra mondiale soltanto dopo essere stati attaccati, pur avendo dichiarato guerra; ai visto mai che qualcuno ci ripensi. Mussolini e il fascio reintrodussero se non erro la pena di morte in Italia, dove per conformazione unitaria non vi era mai stata se non in epoche Napoleoniche belliche, e con risultati molto meno cruenti o non cruenti. Mussolini esegui la pena di morte per un suo parente, non ricordo bene per quale forma di tradimento, sul ruolo o la funzione. In conclusione torno a ringraziare questa donna Giapponese.

un poco di fatica, un po’ di impiccio e un poco di scocciatura

Notizie da confermare. In un’azienda con un tot di dipendenti con un piccolo ristoro bar interno dove c’è caffè e panini nella giornata, rischia di chiudere perche non rientra nei numeri dei caffe e dei panini, e con questa qualcosa chiuse. Tanto che i dipendenti dovettero utilizzare quello all’esterno, ma ora dato il numero dei clienti in rapporto agli articoli di uso, il proprietario non trova più consono l’esservi in rapporto al costo e soprattutto piacere. In conseguenza di ciò nell’azienda la pausa deve essere prolungata, in ragione di questo evento si è provveduto a ridurre lo stipendio individuale in proporzione della possibilità di assumere altri dipendenti per l’aumento della disponibilità del tempo. A tale uopo l’esercizio all’esterno, per ridurre i costi di gestione a deciso di entrare in proprietà del locale ora in affetti, perche non à nessuna incombenza di tassa sull’immobile.

Ragione di ciò con questo incremento di persone e movimento, si evidenziano anche quelle che furono in Italia le casse di risparmio autonome e indipendenti con la proprietà che si collegavano con il territorio. Di fatto, questo esercizio bancario cercava capitali e sul risparmio possibilità e pertanto erano in sviluppo e conseguenza della crescita dell’impresa individuale. Ora quindi per sommi capi e riassunti diciamo che tale rapporto tra banca e imprenditore o meglio risparmiatore dava conseguenza a quello che era lo sviluppo della momenta circolante. Ora con l’avvento dei titoli di stato, si creò subito una certa concorrenza tra le casse di risparmio e lo stato stesso, tanto che non tutti gradirono i titoli di stato. Fu così che in Italia nello sviluppo contingente dell’economia al risparmiatore vennero offerti molti interessi anche sul semplice deposito vincolato nella banca. Si giunse in un anno anche al 6% – quindi diciamo che ci furono persone che non sottoscrissero titoli di stato, anche in ragione logica che allo stato andavano sia le loro tasse la percentuale sulle tasse del risparmio dei costi di gestione e della contribuzione pensionistica obbligatoria. Poi nel proseguo degli anni le cose lentamente cambiarono e le stesse banche cecavano il cliente che facesse i titoli di stato e la concorrenza all’interno del mondo bancario si spostava sul concetto dell’espansione sul credito, o debito che la ricerca del denaro. Ricordo che già molti anni fa quando non vi erano più interessi se non sulle spese che la banca doveva coprire per legge. Che dissi ai bancari che incontrai lì – ma guardate che siete già in deflazione, loro dissero di no perche secondo loro il fatto che per me per di più praticassero mutui da 25 mila euro su contributo dello stato per mettere i pannelli solari non era una cosa assurda che denotava deflazione. E successe che proseguirono per acquisizioni agenzie fondazione … Ora voglio ricordare un attimo il tempo della cambiale un pagherò su carta di stato con cui qualsiasi persona poteva prestare denaro a chi glielo chiedesse con una scadenza per la restituzione giunti alla quelle se non vi era rinnovo da chi in quel momento detenesse la cambiale che poteva essere trasferita, la medesima andava in protesto iniziando così la procedura dello stato per la sua procedura. Come tra Pio e Zazza, totò e Peppino, con la cameriere angela luce che dice è di là che ti aspetto, per dire che è giunto zazza a pio. Perche se la cambiale non va in protesto è proprio di là che ti aspetto … va bene in sostanza la cambiale fu tolta perche si disse che poteva non essere quantificabile il movimento sul denaro circolante per congestione o organizzazione allora, di fatti ciò in linea teorica, perche ogni individuo a relazione o con la cambiale o con il denaro. E allora dico della deflazione in epoca passata non ricordo esattamente dissi da qualche parte che nel mondo spinto dell’economia si era ormai alla deflazione della deflazione, ciò in ragione di un’operazione di deflazione sul denaro, essa la a garantire la deflazione del movimento del denaro inesistente soggetto alle previsioni future non soltanto di riscossione ma di ipotesi di produzioni di prodotto come di inflazione, cosa evidentemente impossibile senza moneta circolante e senza un debito dentro la momenta circolante. Come dire se non ci sono debiti è possibile immettere sulla posizione libera del denaro per aumentare gli scambi voluti o il risparmio. Ora è evidente che giocare sul rapporto pensione inflazione per deflazione è una assurdità anche morale oltre che poca serietà per l’impegno economico dato in cartamoneta e che non può mancare per tale necessità. Ecco mo me so scucciate de scrive. Basta.

la summa e la possibilità di Marx

il pensiero strabiliante di Marx va per la felicità dello svolgere e del creare dando alla dimensione dell’alienazione da lavoro la sua crisi. Marx intuisce l’alienazione come soccombente ma in qualche modo anche proponente, ma non può esservi assolvimento dall’alienazione in questa proposizione. Di fatti pone la questione tra la possibilità all’interno dell’alienazione per lavoro. Dove in virtù di chi cucina lava e stira dona e in tale proposito e proponimento sovverte il concetto. Quindi evidenzia le categorie di riferimento che non sono ancora nella virtù, come proletariato e borghesia. La prima è soggetta allo stipendio e alla ricompensa – la seconda determina il perche dello stipendio e quale ricompensa, il concetto di vita alienante così si riproduce nel proponimento della produzione della seconda sulla prima e così rendendo questa asservita all’uso della manodopera per la macchina e ài bisogni dell’alienazione della seconda. Ora il sovvertimento di tale condizione alienante a detta di Marx si avrà quando lui imparerà a cucinare e a lavarsi le mutande. Ma transito detto il mondo sociale deve cambierà quando la Prima delle due classi dirà sul bisogno come la necessità come la produzione, si avrà così la fine della retribuzione e le necessità saranno organizzate dalla libera creatività. In questo modo anche la seconda classe, così si conformerà alla libertà della prima. Ma su ciò è bene dire sta il dilemma insoluto della storia, perche in tal modo sembra si ritorni nel circolo di come organizzare il lavoro in base alle necessità e delle proposizioni e pertanto il denaro perde la dimensione della compensazione tra ciò che si può e riesce a fare e quello che non si può e non si riesce a fare, appunto quando si svolge un’altra cosa e che riporta alle necessità della giornata nella vita. Sì attraverso il dono ma anche la diversità del dono. Così l’essere non si compie né nel chiedere né nel dare, sia come se troppo sarà e nulla è e sia troppo è e nulla sarà, in significato di un mondo sociale non nel dono reciproco, ma una società senza soldi che basa la sua storia sulla loro ricerca, diminuendo il tempo a disposizione per il dono ma aumentando la ricerca. Così che se mi serve ci sarò se non mi serve aspettami. In definitiva la prima e la seconda classe non ànno sovvertito la terza classe ferroviaria, è stata soltanto annullata. Ma di fatto se liberamente cerchiamo forse anche liberamente scopriamo, senza accorgersi, che ridiamo, pardon volevo dire diamo.

il tempo marxiano

con il tempo marxiano possiamo dire il tempo di Carl Marx. E allora chi era Carlo Marx, marx era un pensatore cui piacque osservare i fenomeni economici del suo tempo, tra il trasformare il creare e l’esserci. Lo stilema cui Marx si dedicò è anche inserito nella sua vita personale, tra il tempo come libertà e la necessità come disponibilità nel tempo. Ciò è esplicabile che lui fu costretto a fare scambio tra il suo pensare e lo stipendio, mentre la moglie che lo aiutò in tutto anche nella vita quotidiana non era nello scambio economico a meno che Marx non reputasse il suo stipendio come tale nel rapporto di scambio con la Moglie. Certo è evidente l’ironia dello sfruttamento di Marx che fu costretto a riprodursi per mezzo della moglie come possibilità della logica sequenziale del lavoro. Ma indubbio che Marx sentita che la sua vita era in certo modo ricca della disponibilità di sé come stare ed esserci. Diciamo che Marx, in certo modo come Nietzche fu frainteso dallo svolgimento della sua analisi sul presente come fenomeno sociale in essere ma non divenuto. Il comunismo che dice, che a lui si è ispirato in realtà non à concepito né il punto di vista né la situazione come pensiero e analisi indipendente, ma sovvenzionata da una richiesta di partecipazione e adesione per la dinamica analitica in essere per il suo sviluppo. Due concetti sono deviati nell’attività pratica della gestione del potere come della gestione dello stato che ne à usato l’immagine ideologicamente. Sia la negazione sulla partecipazione del manicheismo sociale e la contrapposizione tra evento e possibilità. Cito: Così descrisse il passaggio dalla produzione individuale alla produzione sociale: Viene eliminata la produzione fondata sul lavoro di scambio e il processo produttivo materiale immediato si trova spogliato della sua forma antagonistica impoverita. Gli individui allora si trovano in condizione di svilupparsi. Il problema non è soltanto più quello di ridurre il tempo di lavoro necessario della società al minimo. La contropartita di questa riduzione è che tutti i membri della società possono sviluppare la loro educazione artistica. scientifica, ecc. grazie al tempo libero a disposizione di tutti… Ora è essenza che tra la forma e lo sviluppo, dico io, tra la frustrazione dei ruoli e la componente universale, tra la disponibilità al piacere a tra il piacere di fare, insomma la tematica scolastica dice bene, W La FICA e che non sia un semplice Hobby come sembra manifestarsi in un essere che non scambia e ch’è libero di svolgere la propria essenza creativa come implicita del discorso eterogeneo tra libertà di esprimersi e non categoria del concetto. Il paradosso universale espresso da Marx dice, se tutti gli individui sono liberi la società è libera universalmente e come forma manifesta e non retorica. Il concetto regolatore del lavoro e della disponibilità di tempo sognato da Marx è un robot che libera l’essere umano dalla sua riproduzione. La capacità di non oziare o oziare nella creatività è un altra cosa. Ciò implica che la natura sia controllata ma libera e cosciente nella persona, l’individuo universale riesce a contemplare come singolo e come universale la possibilità. Ora tale analisi riportata all’analisi storica del momento descrittivo di Marx riduce il tutto all’evidenza della fatica come forza lavoro che si antepone al tempo personale e il sociale si contrappone all’universale per essere egli universale, è stata sempre comparativa l’evidenza di quale sia la religione e quale il fanatismo e gioco forza questa dimensione à prodotto repressione e morti. Per altresì questione inerente l’epoca e il suo significato, dice Marx: Lo sviluppo… delle forze produttive – della ricchezza in generale – come base è anche l’universalità delle relazioni e quindi il mercato mondiale, come base. La base come possibilità di sviluppo universale dell’individuo, e lo sviluppo reale degli individui a partire da questa base, come permanente soppressione del loro ostacolo, che essi sanno essere un ostacolo, non un limite sacro. ( dico io tra la pratica quotidiana per ogni individui e l’esistenza del sacro non c’è né opposizione né negazione nel concetto espresso da Marx). L’universalità dell’individuo non come universalità pensata o immaginata, ma universalità delle sue relazioni reali e ideali. ( Qui si parla esattamente tra chi cucina e chi dice cosa vorrebbe mangiare, ma l’uno non esclude l’altro, non potrebbe per ragionamento né logica né per conseguenza dell’espressione come della vita, dico io) E quindi, anche, comprensione della sua storia come processo, e scienza della natura (che si risolve altresì in potere pratico su se stessa) come suo corpo reale. (Ciò è come andare di corpo, fare la cacca in un bagno o cesso, e magari con l’acquedotto dell’antica Roma per sciacquone, dico io) Il processo di sviluppo stesso posto e saputo come suo presupposto. Ma per questo è necessario anzitutto che il pieno sviluppo delle forze produttive sia diventato una condizione della produzione; non che determinate condizioni di produzione siano poste come limite dello sviluppo delle forze produttive.

Vorremmo dire che l’individuo universale sa liberarsi da ogni impegno per fare l’universale, disponendo del tempo, e certo se c’è chi ce la e dispone di darla. qualcosa si potrà pure fare. Ciao.

Il Ciuccetto – la cacca non s’impara la si fa dopo che l’ài imparata non la fai più – impiego per il lavoro.

inverecondo appare questa merdaccia del lavoro che s’affaccia al mondo della politica e l’affare. L’affare sembra altro, ma è di un altro. E allora ora che il mondo si unisce qui in via crepetta dell’Italia possiamo in fin vedere l’inciucio tra le capre e la caccas. Si da che non sia il via ma si vuol dar via al nuovo governo chi lo lesse non lo elesse, ma allora possiamo comunque dire che si faccia qualcosa in proprio. E allora dato che son lì insieme al fatto codeste forze, che si proceda in quel ch’è fatto come fosse qualcosa di nuovo – perche il clima puzza e già è fetido di carogna e delinquente – si son già esaltati li pezzenti che dicono sempre li nobili d’animo come li confacenti, che sbraghi una scoregge ti ci scappa una protulenza.

allora diamo al sotto il satto che sia quel che sia ma sia come sia. Evviva li culattoni Greci che in sostanza di partiti inciucio, passo domani e damme una stanza, Pd e 5 stelle, possono fare vedere che sono grandi veramente e allora damo libertà ai culattoni felici, ch’è quel 30% di debito che ànno con voi, non rifinanziamo il debito, aprite un nuovo discorso abbonate il debito come il terzo mondo, che continua a pigliare anche se glielo abboni. Perche come disse la buon anima di Kennedy nel memoriale il debito si nutre di debito e si espande sul debito, come dire Pil, pil Pil pil o pil. dove sta ti tocca dove non c’è te ritocca. E i miliardi di titoli italiani che fanno mucchio con tutto il debito fantasma anche quello dei contanti in lire. Non li potete da restituire e neanche i cinesi e de-ruplichiamoli, in carta igienica sempre utile perche è assurdo pensare di continuare così in ogni forma. E i titoli al debito pubblico U.S. fateli rendere altrimenti a che servono, se i contributi italiani sono dei forzati se li beccano i volontari.

E dico cara Sicilia se voi essere il campo profughi della Germania per inciuciarti con colei un po’ di contributi europei di religioni evangeliche o non, dillo a quelli che stanno con te, che c’ài un debito che non te regge neanche una bagnarola. E chiudo scusa ai veri siciliani che non s’offendono di permalosità, orgoglio o rivalsa, ma di vero animo e bontà perche il sarcasmo può essere come l’ingiustizia che non ti fa esprimere e nel silenzio tra il colloqui franco ti chiede perche si sente così. Che con il dunque allora ci si poteva fare il ponte che era fatto, magari con una cronometro del marchettaro word Tour. E che dire allora di queste grandezze, se sono vere, che la ferrovia Lione Torino sia su rotaia a sospensione magnetica per così breve tratto un po’ di specialità. Così i giapponesi che ànno rifinanziato sul proprio tanto debito U.S. sono pure un poco contenti. E le persone della valle già pieni di treni possono dormire e non sperare di restare svegli con le notti bianche politiche.

E che dire speriamo che Napoli torni Napoli per sempre, che butti a mare la delinquenza organizzata e che torni felice e disorganizzata com’è un giornata di sole. Per mo è così.