le lettere spirituali

certe volte viene in mente qualcosa, altre sentiamo qualcosa e altre svolgiamo e facciamo qualcosa. questo appare univoco perche legato o ancor più libero. allora delle volte si contempla e altre si scopre un modo. proprio come qualcosa che si fa possibile e si manifesta. così questo semplice richiamo può divenire un’espressione e al contempo un modo aperto, proprio perche univoco con quel che si prova, non in tutta la possibilità ma nella propria esistenza. così da un semplice modo può apparire quel che già si sentiva, ma che in quel modo si è scelto di manifestare interiormente. ora immaginando l’apertura di un codice come espressione della forma scritta, appare che la possibilità di poter leggere, sia intrinseca come possibilità d’esprimersi interiormente come anche la manifestazione può nell’esperienza. sovente sovviene una mutevolezza tra l’evoluzione della conoscenza e la possibilità dell’esperienza. per effetto o per stratificazione, sembra accadere in modo circostante che l’eccesivo uso del modo possa portare al controllo stesso del tempo e del significato, come forma che così scevra trova nella specifica il modo sugli altri momenti. come se una forma che diviene chiusa più che liberare interiormente tolga la possibilità di capire e fare esperienza. per esempio nell’arte sovente le rivoluzione avvengono per cambiamento dalla percezione che si è fatta troppo accademica. ora tra il cambiare e il negare dovrebbe forse entrarvi lo stesso essere interiore che trovi la sua spiritualità intima come possibile nella conoscenza delle forme. così la dimensione univoca dell’essere è sempre presente come spirituale coscienza che nella difficoltà o possibilità, vive modo e vita. così pensando per tutto ciò a San Francesco, appare che il suo modo e il suo scrivere sia nella forma di quella frase dell’evangelo che interiorizzo, così che la spiritualità si diffonde non per ogni cosa che puoi e che fai, o sapere, ma ringraziamento di Dio che rende autentica la propria stupidità, proprio come se la verità non fosse scindibile dalla possibilità e dai frutti che da.